venerdì 18 ottobre 2013

La cucina napoletana del Marina di Nisida

Buongiorno!

Alle porte di Milano c'è un piccolo e accogliente ristorante, il Marina di Nisida, che ho scoperto grazie ad amici e di cui ho già testato la cucina ben due volte in un mese.
Il locale è diviso in tre intime salette, arredato in maniera semplice ma molto elegante, il bianco domina come piace a me. Una saletta in particolare è molto carina perchè ricrea il salotto di casa, ha un tavolo che tiene fino a dodici posti, un bel divanetto comodo e un pianoforte, ha una porta che chiude il resto del locale alle tue spalle donandoti riservatezza. Molto accogliente ed ideale per chi vuole festeggiare una ricorrenza.
Lo chef di casa è il napoletano Antonio Castellano, trent'anni e una grande esperienza e preparazione alle spalle. Le radici della sua cucina affondano nelle tradizioni culinarie napoletane, rivisitate in chiave moderna.
L'uso e la ricerca di tutte le materie prime, di qualità e di giornata, sono alla base di questo piccolo gioiello culinario aperto a pranzo e a cena.

Da dove ti è nata la passione per la cucina Antonio?
Ho iniziato molto presto, a 8 anni avevo già le idee chiare. La mia famiglia aveva una paninoteca con sala giochi ad Ascea Marina ed io aiutavo sempre. C'era anche un amico di mio padre che aveva una pasticceria e nel periodo estivo lavoravo per lui. 

Chi sono stati i tuoi maestri?
Due nomi fra tutti, Gaetano Lento e Diego Nuzzo. Dopo la scuola alberghiera sono stati i miei maestri in cucina e nella vita. Con Gaetano ho imparato le tecniche, con Diego il rigore. A diciannove anni già volevo avere qualcosa di mio, mi sentivo pronto. Ho lavorato per La Fila, Raù, Crudo Re. Dopo aver seminato a Napoli sono venuto a raccogliere a Milano.

E sei arrivato al Marina di Nisida...
Sì, sono arrivato subito al Nisida e ne ho sposato il progetto. Tanto da diventare, dopo soli due anni mezzo, socio con nuova avvenuta aprendo, il 24 gennaio 2013, il Marina di Nisida appunto. Questo ristorante rispecchia la mia filosofia di cucina e cultura napoletana, qui faccio solo pesce unendo la tradizione all'innovazione.


Qual'è la tua filosofia?
La mia concezione di ristorazione è diversa da altre. Io voglio vedere la gente felice, voglio il rapporto umano, non esiste qui la velocità nel servizio ma esiste la sensazione che ti posso dare comunicandoti la mia passione per cucina. Io sono lo chef, io solo il cameriere, ti cucino e ti servo perchè con te voglio parlare di cibo.

Il tuo piatto forte?
In cucina non esiste un piatto forte o uno meno forte, esiste la tua cucina. Non c'è un cavallo di battaglia dello chef ma esistono quelli dei clienti. A me piace, mentre prendo l'ordinazione, parlare con il cliente e cercare di capire i suoi gusti e con lui creare il piatto. 
Comunque vedo che mi chiedono spesso il pacchero fritto farcito con zuppa di pesce e servita su vellutata di pomodoro. 

Di seguito le foto del menù degustato l'altra sera, tanto per farvi venir voglia di andare a trovare Antonio.















2 commenti:

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