martedì 28 marzo 2017

Una visita da Agugiaro&Figna Molini


L’esperienza testimonia che non esiste un solo tipo di pizza come non esiste un solo metodo garante della qualità, piuttosto ci sono tante piccole e grandi attenzioni che il pizzaiolo è chiamato a preformare, individuando l’equilibrio rispettoso degli obiettivi prefissati. Unica condizione necessaria: il prodotto finale deve risultare goloso, sano e digeribile.



All'appuntamento da Agugiaro&Figna Molini, l’azienda che per prima ha dato attenzione al comparto pizzeria e che dai suoi esordi in questo settore ha fatto propria la passione e la voglia di interrogarsi dei pizzaioli come di tutti gli altri attori dell’arte bianca e dell’alimentazione, c'ero anche io.
Ho incontrato il Presidente Giorgio Agugiaro, l’Ecocentrica Tessa Gelisio, che ogni giorno, attraverso il suo blog, consiglia e ricerca “il sano e il buono” di qualunque aspetto che possa comprendere la vita quotidiana. E cosa c’è di più comune se non andare a mangiare una pizza?
Durante l’incontro Guglielmo Vuolo, Fratelli Vuolo - Casalnuovo Napoli, si è soffermato sulla leggerezza e la vivacità della sua pizza napoletana. Una ricetta che racchiude i propri segreti in una pasta tanto delicata da richiedere massimo rispetto e cura. In aiuto ad una tradizione così importante, la farina Le5Stagioni Pizza Napoletana, di tipo 00, certificata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana dei Maestri Pizzaioli più rinomati al mondo.
Marco Mercuro, Mani in Pasta - Ostiense Roma, ha presentato invece i segreti della sua pizza romana in teglia dal gusto ricco e dalla morbidezza croccante. Segreti che si nascondono in un impasto idratato e da una massa che viene lasciata riposare per più di un giorno. Anche in questo caso Le5Stagioni arrivano in aiuto con Semina, semi integrale di tipo due con germe di grano, Farina 00 Superiore e Naturkraft, lievito madre essiccato. 

Massimo Crocetti, Biverò Pizza Accademy, Firenze, si è soffermato invece sulla pizza classica, il cui impasto, se ben fatto, deve riconoscersi quale friabile e facilmente digeribile. In tal caso, in qualsiasi parte del mondo noi andremo ad assaggiare una pizza, saremo in grado di capire nella sua consistenza, il rispetto delle materie prime e i passaggi fondamentali per un risultato impeccabile. 
In ultimo, non per importanza, Marco Perez, Executive Chef Byblos Hotel Villa Amistà, Corrubbio di Negarine (VR), ha dimostrato che la pizza cambia volto all’improvviso se reinterpretata da uno chef, il quale quando trova in cucina farine di grani provenienti dal passato e altri macinati, che salvaguardano le caratteristiche organolettiche originarie, risponde non in chiave gourmet, bensì con una provocazione tipica della sua categoria, proponendo una pizza non pizza che sappia di grano, di tradizione e creatività e tocchi la curiosità e lo spirito dei presenti.




“Il nostro molino di Villa Bozza è attivo a Curtarolo dal XV° secolo – dichiara il Presidente Giorgio Agugiaro - ed è ad oggi l’insediamento produttivo padovano della nostra azienda. Ci è riconosciuto il primato nell’avere dedicato alla pizza un’intera gamma di farine. Annoveriamo un processo molitorio d’avanguardia e un laboratorio sperimentale atto a garantire l’aderenza dei nostri prodotti ai parametri di qualità prefissati, a soddisfare le richieste di una alimentazione sana e appetibile e a incontrare le esigenze di aggiornamento degli utilizzatori di farina e siamo molto felici di poter mettere a disposizione dei consumatori il nostro know how”.
Dato che l’alimentazione è la base del benessere, è fondamentale avere una buona conoscenza di quello che mettiamo nel piatto – aggiunge Tessa Gelisio - Deleghiamo con troppa facilità ai pizzaioli la scelta di come fare la "tanto amata pizza" senza avere una buona conoscenza del mondo che si nasconde dietro a questo simbolo della cucina italiana. Dobbiamo imparare a riconoscere una buona, digeribile e sana pizza al primo morso! Conosco tante persone che mangiano meno pizze di quanto vorrebbero perché spesso non la digeriscono. È vero, il problema però non è della pizza ma del come la si prepara”.
Tanti sono i falsi miti che si sono costruiti nel tempo attorno all’alimento più famoso al mondo della tipica alimentazione mediterranea e a domande precise Le5Stagioni rispondono con qualità, tecnica, ricerca e testimonianza diretta, da oggi tutti possono imparare a riconoscere una pizza buona e anche sana. 

2 commenti:

  1. Post davvero interessante! :)

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